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2 maggio 2020, testimonianza sul massacro di Odessa

“Tra gli alberi apparvero figure solitarie, si avvicinarono rapide, scivolando tra i fusti, l’una di seguito all’altra. Arrivarono come un flusso, come una slavina di fango che si faceva strada tra gli arbusti (…). Quelli davanti si avvicinarono, li potevamo vedere bene. Quasi tutti avevano un manganello, in molti anche uno scudo metallico o di compensato. Uno di essi si fermò, chiuse gli occhi per un momento, si chinò, alzò il braccio destro con il pugno chiuso e gridò “Gloria all’Ucraina!” e da lì, come dall’epicentro di un’esplosione, partì un’ondata “Gloria agli eroi!”.
Igor si meravigliò di come tutti quei volti fossero deformati da una rabbia malvagia: “Dio mio, somigliano a degli orchi… è come un’orda, sarà terribile per noi”.

Questa la testimonianza sulla strage di Odessa, avvenuta il 2 maggio 2014 per mano dell’estrema destra contro persone che manifestavano per un sistema federale in Ucraina.
La testimonianza è estratta dal libro “Pole Kulikova” di Igor Nemdruk, superstite della strage, che ebbi l’onore di intervistare.
Grazie Igor.


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