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RADICAL CAMP
A volte, quando il cuore è ferito, la violenza è il riparo più dolce.

DESCRIZIONE

  • TITOLO: Radical Camp
  • GENERE: Cortometraggio
  • ANNO DI PRODUZIONE: 2020
  • REGIA, SCENEGGIATURA E MONTAGGIO: Sara Reginella
  • CAMERA OPERATOR: Michele Senesi
  • DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA: Roberto Pignataro
  • SOUND RECORDIST: Mauri Mines
  • MUSICHE: Ochelie Sorochi
  • DISTRIBUZIONE: Work in progress

In un futuro prossimo venturo, dopo una grave pandemia, partiti ultra-nazionalisti sono saliti al potere in molte nazioni.

Giulia e Laura conducono una vita tediosa in un’alienante periferia del futuro. La monotonia delle loro esistenze impotenti è interrotta da sfide autolesioniste praticate contro se stesse e postate nel web. 

Quando un giorno, le giovani decidono di iscriversi ad un campo estivo organizzato dal nuovo Partito al Governo, un mondo sconosciuto, fatto di ideologia, xenofobia ed estremismo, travolgerà le loro vite in modo drammaticamente inatteso e imprevedibile. Laura e Giulia inizieranno allora a praticare quelle stesse violenze, che agivano su se stesse, contro chi sarà sentito diverso da sé.

“Radical Camp” è una storia d’introspezione psicologica, ambientata in un futuro prossimo ed ipotetico, ma assai vicino al doloroso presente in cui vivono molti adolescenti.

L’opera vuole sensibilizzare sia sul tema della fragilità giovanile sia sul tema dell’anti-razzismo e, in particolare, su come estremismo ideologico e xenofobia possano riflettersi con conseguenze imprevedibili nella vita e nella mente vulnerabile di due ragazze adolescenti.

NOTE DI REGIA 

Una società narcisista e distopica del futuro, caratterizzata da xenofobia ed estremismo ideologico, è il teatro in cui viene stravolta la vita di due fragili adolescenti.
Il cortometraggio è la testimonianza di un vuoto identitario ed esistenziale, di una violenza giovanile, agita e ostentata nel web, una violenza attuata contro chi è percepito come diverso da sé. 

In un mondo perverso caratterizzato da ideologia ultra-nazionalista, è fomenta la ricostruzione di confini volti a separare individui, popoli e nazioni.
In tale scenario, la protagonista, isolata affettivamente e socialmente, tenta, attraverso la prevaricazione, di dare un significato alla propria vita; prova inconsapevolmente a ricreare dei confini psichici interiori che diano forma alla propria identità, nel tentativo di non perdersi nella propria impotenza. 

All’interno della storia, i paesaggi senza tempo della riviera adriatica diventano l’eco manifesta dello smarrimento interiore della protagonista e della sua anima persa e inascoltata che, sacrificata sull’altare dell’ideologia, trascende nella bellezza sacra e immobile del paesaggio costiero.

Radical Camp | Sara Reginella